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Intervista all'artista computazionale Catodo: algoritmi, coding e arte generativa

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Pubblichiamo questa intervista all'artista computazionale  Enrico Zimuel, in arte Catodo.

Ringraziamo l'artista per la sua disponibilità. Maggiori informazioni sulle sue opere sono disponibili qui.


- Nel suo sito catodo.net si definisce un “artista computazionale”. Ci può spiegare questo termine e, più in generale, in cosa consiste l’arte generativa?

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Schema del delay introdotto da Brian Eno nelle registrazioni audio

Un artista computazionale è colui che utilizza la "computazione" per realizzare le sue opere. Computazione intesa come la creazione di un algoritmo e quindi la scrittura di un programma per computer.
Più in generale si parla di arte generativa quando si utilizza un sistema più o meno automatizzato per la realizzazione di un'opera.
La programmazione dei computer è uno dei tanti possibili sistemi che possono essere utilizzati nell'arte generativa ma non è il solo. Ad esempio, John Cage (1912–1992), il famoso compositore americano, utilizzò delle tecniche generative nei suoi lavori di musica aleatoria, tramite proporzioni derivate dai Ching. Un altro famoso musicista, Brian Eno, fu il primo ad utilizzare il termine di musica generativa per definire le sue composizioni realizzate tramite delay introdotti in sistemi di registrazione audio (figura 1).
Un altro esempio di artista generativa è l'inglese Desmond Paul Henry (1921–2004) che realizzò dei "computer analogici" per la creazione delle sue opere (figure 2 e 3).
Volendo generalizzare, potremmo dire che l'arte computazionale è una specializzazione dell'arte generativa.

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Figura 2: macchina analogica

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Figura 3: opera di D. P. Henry

 

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2) Sempre nel sito scrive che tutto è nato sperimentando l’ “algorithmic art” alla fine degli anni ’90 usando i personal computer a 8bit.  In cosa consistevano queste sue sperimentazioni ? Può farci degli esempi?

A quell'epoca mi dilettavo a realizzare piccoli programmi con l'utilizzo di semplici algoritmi basati su funzioni ricorsive. Avevo appena scoperto la geometria frattale e ricordo ancora l'emozione di quando sullo schermo del mio vecchio Commodore C128 è apparso l'insieme di Mandelbrot (vedi figura 4). E' in quel periodo che ho pensato di iniziare a utilizzare i numeri generati da questi semplici algoritmi per colorare lo schermo di un computer, far suonare delle note musicali utilizzando il protocollo MIDI, o provando a sintetizzare suoni (rumori) tramite variazioni di frequenze di onde sinusoidali.

Figura 4: frattale di Mandelbrot ottenuto con un Commodere 128

Figura 4: frattale di Mandelbrot ottenuto con un Commodere C128

3) Una citazione che lei utilizza  è la seguente di Donald E. Knuth autore del testo “the Art of computer programming” vera e propria “bibbia” per generazioni di scienziati

“The process of preparing programs for a digital computer is especially attractive, not only because it can be economically and scientifically rewarding, but also because it can be an aesthetic experience much like composing poetry or music.”

Qual è il modo con cui lei interpreta questa frase?

Per me la programmazione è un modo di comunicare. In quanto tale, può diventare un mezzo per esprimere la propria creatività e la propria poetica. Io considero alcuni programmi come dei veri e propri poemi. Ad esempio, la ASCII Shell Forkbomb di Jaromil (figura 5) è un esempio perfetto di poema digitale.
Il codice racchiuso nell'opera di Jaromil ha una sua valenza stilistica, estetica e concettuale. Se si prova a digitare questo codice dalla linea di comando (shell) di un sistema GNU/Linux, il computer andrà in blocco dopo pochi secondi. Il codice è una sorta di virus che si replica all'infinito, saturando la memoria dell'elaboratore.

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Figura 5:

Negli ultimi anni, stanno nascendo comunità e gruppi di artisti che sono alla continua ricerca della poetica nella programmazione. Ad esempio a New York, la School for Poetic Computation (si veda: http://sfpc.io/).

4) Ci può fare degli esempi di opere da lei realizzate in cui la matematica ha avuto un importante ruolo?

Direi che in quasi tutti i miei progetti artistici è presente della matematica. Gli elementi costitutivi dei miei algoritmi sono le funzioni ricorsive, il concetto di retroazione (o feedback), i numeri pseudo-casuali, le simmetrie.
In particolare, i numeri pseudo-casuali sono fondamentali per inserire una sorta di naturalità nelle mie opere. Ad esempio, utilizzando l'algoritmo di Perlin noise è possibile simulare una casualità più naturale, rendendo una sagoma più vicina alle forme presenti in natura.
La generazione dei numeri pseudo-casuali è un tema che mi ha sempre affascinato perchè sembra quasi una contraddizione in termini. Come può un algoritmo, per sua natua deterministico, generare una sequenza di numeri apparentemente casuali?

5) Quale è il ruolo della programmazione nelle sue opere e come vede le sperimentazioni sempre più frequenti dell'utilizzo di algoritmi di Machine Learning e di Intelligenza artificiale nell'arte?

Come già detto, la programmazione riveste un ruolo fondamentale nei miei lavori. E' il mezzo, direi l'unico, con il quale mi esprimo.
Le sperimentazioni sugli algoritmi di intelligenza artificiale sono solo agli albori nel campo dell'arte. Recentemente Christie's, la famosa casa d'aste inglese, ha venduto per 432'500 dollari la prima opera d'arte realizzata da un'intelligenza artificiale Portrait of Edmond de Belamy (figura 6).

Figura 6

Figura 6

Quest'opera è la rielaborazione di 15'000 ritratti realizzati tra il XIV e XX secolo.
Secondo me, questo non è un modo creativo per utilizzare gli algoritmi di intelligenza artificale. Sarebbe interessante provare a creare qualcosa di nuovo, qualcosa che esuli dall'emulazione o dalla replica.
Un territorio poco esplorato è quello legato all'elaborazione delle grandi basi di dati (Big Data). Ad esempio, applicare algoritmi di intelligenza artificiale (come il machine learning) ad un social network come Twitter o Facebook.

6) Una delle sue installazioni sonore e visive ha come titolo "Noise Curve" e usa la  trasformata di Fourier veloce (nota anche con la sigla di derivazione inglese FFT). Come è nata questa idea?

L'idea è nata osservando lo spettro delle frequenze di alcuni campioni sonori che ho registrato in aree scarsamente popolate. Il disegno temporale di queste frequenze mi ha fatto riflettere sull'emozione che si prova quando si ricorda un suono o una canzone. Ho cercato di immortalare queste frequenze disegnandole su se stesse con diversi livelli di opacità. Il risultato è una sorta di impronta digitale in uno spazio bidimensionale (figura 7).

figura7

Un tentativo di immortalare il suono in una tela virtuale (si veda il seguente video).

Noise Curve from Catodo on Vimeo.

7) Un altro suo lavoro prende le mosse dall'opera  Hieronymus Bosch intitolata "Il giardino delle delizie". Che ruolo ha in questa opera, l'uso di pixel casuali?

Un ruolo fondamentale. Inserendo dei valori pseudo-casuali in un algoritmo predefinito si possono ottenere dei risultati interessanti. Ad esempio, nel caso del progetto del Giardino delle delizie di Bosch la casualità è data dalle dimensioni dei triangoli utilizzati per campionare i pixel dell'opera originale. L'effetto è ben visibile quando si effettua uno zoom dell'immagine (figura 8).
Un altro esempio dove la causalità riveste un ruolo fondamentale è l'opera "De obsolescentia". In questo pogetto ho ideato un algoritmo per "sporcare" le fotografie di Giuseppe La Spada, artista digitale e professore all'Accademia di Belle Arti di Brera a Milano. L'algoritmo introduce degli elementi di casualità nell'algoritmo di ordinamento Bubble Sort per spostare i pixel dell'immagine.

figura8

8) Altro esempio che non poteva assolutamente sfuggire ad un sito come "Math is in the Air" è quella della "Bash Art". Può spiegare ai nostri lettori l'idea di questo lavoro?
In qualche modo queste lavoro può trasformare i terminale linux o macOS dei nostri lettori in una opera d'arte?

L'idea era proprio quella di provare a fare "arte" utilizzando un ambiente che non era stato assolutamente pensato per quello. I vecchi terminali Linux (o MS-DOS) erano addirittura in bianco e nero e consentivano solo l'utilizzo di codici ASCII. Tramite il linguaggio di scripting bash o provato a dilettarmi inventando dei semplici programmi per disegnare sequenze infinite di caratteri. Una di queste è il labirinto infinito multicolore:

for((;;x=RANDOM%2+2571)){ printf "\e[1;$((RANDOM%7+40))m\U$x";}

una rivisitazione dell'opera 10 PRINT (si veda qui http://10print.org/).
Se provate a copiare ed incollare il codice precedente sul vs. terminale Linux (o Mac) otterrete un risultato come quello riportato in Figura 9.

figura9

Figura 9

9) Un ruolo importante nelle sue opere è svolto dalla realizzazione di installazioni interattive che si avvalgono prevalentemente dell'uso di software open source e dell'uso del microcontrollore Arduino e del computer a basso costo Raspberry. Può spiegare ai nostri lettori questo aspetto del suo lavoro?

Tutte le mie opere sono basate su software open source e i codici sorgenti dei miei lavori sono reperibili liberamente sul mio account github https://github.com/iamcatodo. Sono un sostenitore e un collaboratore di diversi progetti open source da anni. L'idea di utilizzare sofware open source su piattaforme hardware (sempre open source) come Arduino e Raspberry Pi è stata del tutto naturale. Sono affascinato dall'idea di poter interaggire con sensori e trasduttori nel mondo reale utilizzando uno strumento del tutto virtuale come un codice di programmazione.
Le installazioni interattive sono anche molto divertenti da realizzare perchè scatenano la fantasia e fanno divertire (si spera) il pubblico. L'elemento del gioco è secondo me fondamentale in un'opera interattiva.

10) In una società che tende alla settorializzazione la sua arte  fonde competenze molto diverse fra loro. Molti artisti contemporanei sembrano, invece, lontani dal pensiero scientifico e da competenze di matematica, fisica o ingegneria.
In realtà se si guarda indietro ad artisti del passato (dal Rinascimento fino ad esempi più vicini a noi come Escher) questa unione di competenze era molto più comune ed è stata portatrice di nuovi sviluppi nell'arte. Qual è la sua opinione in merito a questo?

Gli artisti digitali che ho conosciuto io sono in verità affascinati dal mondo della matematica, dell'elettronica e delle scienze in generale. Il problema, è che spesso questo interesse è di difficile attuazione perchè mancano le basi giuste. Io sono un mancato matematico, informatico di professione con una laurea in Economia Informatica, quindi del tutto atipico. Mi sono avvicinato al mondo dell'arte per curiosità e passione. Non mi sento un vero e proprio artista, nel senso stretto del termine.
Secondo me, sarebbe molto interessante inserire dei corsi di matematica creativa nelle accademia di belle arte o in corsi di laurea più umanistici, tipo il DAMS. Ci sono molti artisti che potrebbero utilizzare i concetti di base della matematica (o dell'informatica) in modo più creativo rispetto ad un matematico (o un informatico) puro. Quello che voglio dire è che sarebbe ora di finire di catalogare il sapere in schemi e logiche accademiche per avere contaminazioni in più settori. Un pò come avviene nei corsi di laurea americani dove c'è molta libertà nel poter scegliere il proprio percorso di studi.

11) Potrebbe suggerire ai nostri lettori dei testi o dei siti per conoscere meglio forme di arte come quelle che lei ha scelto come strumento espressivo?

Ecco alcuni dei miei libri preferiti:

- H. Bohnacker, B. Gross, J. Laub "Generative Design: Visualize, Program, and Create with Processing", Princeton Architectural Press (2012)
- Matt Pearson, "Generative Art: A Practical Guide Using Processing", Manning Publications (2011)
- John Maeda, "Creative Code: Aesthetics + Computation", Thames & Hudson (2004)
- AA.VV., "10 PRINT CHR$(205.5+RND(1)); : GOTO 10", The MIT Press (2012)
- Daniel Shiffman, "The Nature of Code", Amazon Digital Services LLC (2013)
- Casey Reas, Chandler McWilliams, Lust, "Form+Code in Design, Art, and Architecture", Princeton Architectural Press (2010)
- Marco Deseriis, Giuseppe Marano, "Net.art. L'arte della connessione", Shake edizioni (2007)

Per quanto riguarda i siti consiglio di dare un'occhiata a:

- http://reas.com/
- https://www.creativeapplications.net
- http://10print.org/
- https://processing.org/
- https://p5js.org/

12) Quali sono progetti a cui sta lavorando ora? Qualcuno è attualmente esposto o potrà essere visitato a breve dai nostri lettori ?

Ultimamente sto lavorando ad alcune idee per utilizzare algoritmi di intelligenza artificiale sui social network. Al momento, non ho opere esposte fisicamente ma solo virtualmente. Ad esempio, il mio progetto "De Obsolescentia" all'indirizzo: https://www.catodo.net/deobsolescentia/

CC BY-NC-SA 4.0
This work is licensed under a Creative Commons Attribution-NonCommercial-ShareAlike 4.0 International License.

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